Comune di Sant’Anatolia di Narco

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Sorse con la colonizzazione benedettina nel luogo dove l’Abate sublacense Leone, nella metà del X secolo, ritrovò il corpo di Audace, che uccise nel 253, presso Rieti, Anatolia della famiglia Romana degli Anicia, e da lei convertito al Cristianesimo prima di morire. Nel 1883, nei pressi del capoluogo, fu rinvenuta una necropoli di Naharci (sec. VIII) i cui reperti paleo-etruschi sono ora conservati nel museo Etrusco di Firenze. Si sviluppo intorno al Castello, di cui si conservano le mura fatte costruire da Spoleto nel 1198. Seguì le vicende di Spoleto cui è stato aggregato dal 1927 al 1930. Particolare interesse rivestono gli edifici religiosi soprattutto per la richezza delle opere d’arte contenute.

Frazioni e Località: Caso, Gavelli, Grotti, Castel San Felice, Tassinare, San Martino Agelli.

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